La mia intervista su Sciradì

Continua il nostro viaggio nei giovani che fanno diventare la propria passione professione. Ecco un giovane personal trainer cagliaritano che lavora alla palestra Koala di Cagliari.

– Ciao Gabriele,  come è nata e perchè la tua passione per il mondo del fitness? 

da piccolino mi affacciai in palestra per l’eccessiva magrezza e come diceva mia mamma “per allargare le spalle”, i risultati son stati incoraggianti sin da subito, inoltre osservavo i progressi degli altri ragazzi, ragazze che come speravano di migliorare la propria forma fisica, e giunto il momento di scegliere “cosa fare da grande” non ci ho pensato due volte: il personal trainer!

– Quali sono gli studi fatti? le esperienze? 
Ho seguito il corso di Laurea in Scienze delle Attività Motorie e Sportive dell’Università di Cagliari, laureandomi nel 2012, in più ho seguito svariati corsi che abilitano alla professione sia di istruttore di fitness che di personal trainer; ho partecipato a diversi master che spaziano dall’alimentazione al saper strutturare allenamenti per le più varie esigenze. Come esperienze gli anni passati in due delle più importanti palestre di Cagliari, ma anche il periodo di gavetta in un piccolo centro che mi ha permesso di essere buttato in mischia e iniziare ad approcciarmi alle persone. Quando viaggio cerco sempre di entrare in contatto con il mondo delle palestre, per capire cosa è il fitness al di fuori della nostra isola.
– attualmente, come sei impegnato?

Ora lavoro alla palestra Koala e mi tengo sempre aggiornato partecipando quando il lavoro me lo consente a corsi, master, stage, workshop etc. tempo permettendo ovviamente.

– come funziona il tuo lavoro, quali sono gli obiettivi e in che modo operi?
Il mio lavoro è cercare di far raggiungere gli obiettivi agli allievi, un dimagrimento, una aumento del tono muscolare, una preparazione atletica, una riabilitazione; qualsiasi sia l’obiettivo dell’allievo il primo passo è capire chi è, conoscere la sua storia, sapere se ha problemi fisici, conoscere le sue abitudini e strutturare un piano di lavoro che si abbini alle sue esigenze, in seguito seguire passo dopo passo l’evolversi del lavoro, capendo cosa va e cosa non va e, eventualmente, modificare l’allenamento in corso d’opera e periodicamente variarlo per cambiare gli stimoli allenanti.
– quali sono gli ingredienti per trovare la giusta forma?
Forza di volontà, costanza e una guida seria.
– il cliente più difficile? la richiesta più strana?
il cliente più difficile è quello che ha poca voglia e riversa sul proprio coach tutte le responsabilità: non andrà da nessuna parte! Le richieste più strane? Due in particolare: come diventare alto e come far crescere il seno. Ovviamente ho spiegato che sono obiettivi un po’…difficilI!
– il fisico ha sempre avuto un alone di bugie e luoghi comuni. Ecco, quali sono le false credenze sulla tua attività?
 troppe, ma se devo scegliere le più gettonate, che il lavoro con i pesi non sia adatta a una ragazza/donna (per paura che aumentino troppo i muscoli e che facciano diminuire il seno); che i pesi non servano per il  dimagrimento; che lavorare con i sovraccarichi in età evolutiva non faccia crescere e infine la più grande delle false credenze: fare 1000 addominali NON E’ VERO CHE FA DIMINUIRE LA PANCIA!
– quanto è importante una giusta dieta nell’ambito di una corretta programmazione d’allenamento?
Più che dieta la chiamerei alimentazione sana, mi spiego, una dieta spesso è vista come una costrizione, uno stravolgimento delle proprie abitudini che altro non fa che peggiorare l’umore; spesso le diete danno ottimi risultati sul breve periodo, ma alla lunga si rivelano una strategia perdente, perchè troppo lontane dalle abitudini di chi la deve mettere in atto; migliorare la propria alimentazione significa invece apportare delle piccole modifiche che consentono all’allievo di poter seguire con costanza un piano alimentare che segua quanto più possibile le proprie abitudini e protrarlo con successo nel tempo.
– cosa consiglieresti a una persona che svolge vita sedentaria?
gli ricorderei che l’uomo è una macchina fatta per muoversi, perciò di affrettarsi a cimentarsi con il mondo dello sport!